Velocità e inquinamento

(il video qui sopra è la versione raccontata di questa pagina)

Purtroppo, a proposito della relazione tra la velocità dei veicoli e l’impatto ambientale, si sta facendo strada (nelle amministrazioni pubbliche e nel popolino) un’idea sbagliata, quella che “riducendo la velocità l’impatto ambientale diminuisce”.

Credo che dopo le credenze religiose e quelle astrologiche, in tema ambientale circolino le peggiori storture antiscientifiche…

Vediamo perché.

Un veicolo ha molteplici influenze sull’ambiente, alcune legate alla sua creazione distruzione (processo produttivo e poi sistema di smaltimento), altre legate al suo funzionamento (emissioni, impatto sul traffico, etc.). Qui ci occuperemo solo delle seconde.

Un veicolo, durante il suo funzionamento (quindi tralasciamo la sosta), genera emissioni dirette (gas di scarico), indirette (risollevamento di polveri dal terreno) e “implicate”. Con “implicate” intendo quelle influenze che un veicolo pone in essere nel momento in cui si immette nel traffico, influenze sul flusso del traffico stesso che viene rallentato (dall’aumento del numero di veicoli) e fa quindi si’ che i veicoli stiano “in giro” più a lungo: dato che le emissioni dirette sono sempre presenti, anche a veicolo fermo (a motore acceso) ne consegue che l’optimum per un veicolo sarebbe quello di effettuare il proprio percorso (ottimizzato per distanza) nel più breve tempo possibile (o, meglio, alla sua “velocità naturale” costante, vedremo nel seguito).

Non ho riferimenti scientifici sulla relazione fra velocità ed emissioni indirette (risollevamento), se qualcuno ne ha me le segnali. Quindi per il momento NON le prendo in considerazione.

Invece sulla relazione velocità-emissioni ci sono molti studi, ad esempio il VTPI (http://www.vtpi.org) pubblica il seguente grafico, la relazione fra velocità (in miglia orarie) ed emissioni (espresse in quantità relativa per miglio percorso):

(fonte: http://www.vtpi.org/tdm/tdm59_02.gif)

Nota bene: lo studio non è recentissimo, ad oggi le normative (e il parco circolante) sono cambiate, sono più restrittive per cui la curva è piu’ piatta e i margini di lavoro sono ancora più “risicati” (cioè il gioco del limitare le velocità vale ancor meno la candela). Inoltre lo studio non cita le polveri sottili perché molto probabilmente è riferito ad un veicolo-tipo a benzina e ricordo qui che i veicoli a benzina NON emettono polveri sottili (cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/European_emission_standards).

Nel grafico si può notare come la velocità migliore (quella che io definirei “naturale”) per far sì che un veicolo emetta il meno possibile si situa tra le 30Mph (riduzione dei NOx) e le 55Mph (riduzione di tutti gli altri inquinanti), cioè, per chi avesse problemi a fare le conversioni in km/h (1 Mph = circa 1.6 km/h): fra 48 km/h e 88 km/h. Aggiungendo che le nuove normative Euro1/2/3/4 abbattono fortemente i NOx direi che possiamo stare tranquillamente nella parte alta del range.

Quindi mettere i limiti di velocità a 30 km/h con lo scopo di ridurre l’inquinamento è DEMENZIALE perché va nella direzione opposta!!!

Cito il VPTI:

Per-mile emissions of most pollutants are high
at very low speeds and under stop-and-go conditions, and
decline as traffic speeds increase and become steady.

(fonte: http://www.vtpi.org/tdm/tdm59.htm, il grassetto è mio)

Non solo, ridurre la velocità massima costringe i veicoli a stare nel traffico più a lungo quindi liberando la strada più tardi e quindi potenzialmente causando rallentamenti (perché la capacità della strada è superiormente limitata) ulteriori che aumenterebbro ancora il tenore delle emissioni complessive!!!

Un provvedimento SENSATO sarebbe quello opposto: favorire il rapido raggiungimento della “velocità naturale” (quella che permette il minor tenore di emissioni) e poi favorire il mantenimento di quella velocità (costante, perché ogni accelerazione e decelerazione causa un “burst” di emissioni) eliminando ogni possibile causa di stop-and-go (cioè ad esempio, rotonde, dossi, semaforistica mal temporizzata, barriere pedaggio, etc. in somma: il contrario della attuale viabilità demenziale pensata per “ingolfare” invece che per far defluire).

Ricordo anche che la situazione aria di Milano e Lombardia è questa e che l’apporto del traffico veicolare sull’entità delle polveri è rappresentato dal seguente grafico:

(di cui purtroppo non ho più la fonte, se la trovate me la segnalate?)

 

Per cui mi domando e dico: non è che l’inquinamento è uno spauracchio per “vendere” ai cittadini la riduzione forzata e inutile (se non addirittura dannosa) della velocità!?

Interessanti (per non dire altro!) anche le proposte di RESTRINGIMENTO di strade a grande scorrimento (corso Lodi e viale Forlanini, Milano) per ridurre la velocità e “salvare i ciclisti” (sic!) oltre a “ridurre” l’inquinamento…

Va sempre nella stessa direzione DEMENZIALE la proposta recentissima di imporre il limite a 30km/h in tutta la città di Milano (sic!) installando autovelox come se piovesse, credo che si stia rasentando la follia, non saprei come altro definirla. Una considerazione tecnica ulteriore che potrebbe spiegare tale follia è che con i limiti a 30km/h i requisiti manutentivi delle strade si abbassano ergo si possono risparmiare soldi facendo ancora meno manutenzione di quella (quasi nulla) in atto attualmente a Milano.

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