Sicurezza

La situazione dei motociclisti…

Posted by atrent on January 09, 2014
CIM, Manutenzione, Normativa, Parcheggi, Sicurezza, Speedcheck, Tasse / No Comments

Video del CIM che riassume bene:

Flattr this!

Chiamale se vuoi, distrazioni…

Posted by atrent on November 20, 2013
Generale, Guida, Sicurezza, Stupidità / No Comments

Leggendo questo articolo mi è venuto in mente il pericolo di girare in moto ultimamente…

Di fatto ormai si deve guidare stando attenti a:

  • ostacoli fissi (segnaletica mal manutenuta, non a norma)
  • gravi difetti del fondo stradale (strade groviera, vernici scivolose)
  • urbanistica “ad cazzum” (cordoli, dossi, marciapiedi allargati e non segnalati con le bande giallo-nere, semafori dalle tempistiche fantasiose, telecamere che non sai se ci puoi passare o meno a seconda del giornooraminutostagionechiseidovevaicosaportiunfiorino)
  • comportamento al limite del criminale di ciclisti (contromano, senza luci, senza mani, con le cuffie, col telefono), automobilisti (di solito al telefono per conversare/messaggiare/postaresufacebook) e, devo ammettere, benché pochi anche di altri motociclisti (che per fortuna sono molto attenti alla strada, ma magari qualche libertà se la prendono)

Orbene, non paghi di tutto ciò, fra poco tutti potranno permettersi un bel paio di “google glasses” da indossare vita natural durante, guida compresa… e allora sarà molto divertente!

… ehm, ecco, no, non molto divertente in effetti per chi starà dal lato sbagliato del paraurti di un’auto il cui guidatore stava googlando un parcheggio nelle vicinanze (btw vi segnalo che è l’unica cosa che google non può trovare).

Flattr this!

Il maiale che da del porco alla colomba (moto sulle preferenziali)

Posted by atrent on October 01, 2013
AreaC, Demagogia, Sicurezza, Stupidità / 1 Comment

Per quel che serve ho detto la mia (mi ha chiamato ieri Stella):

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_settembre_30/taxi-tram-polemica-corsie-riservate-2223369985518.shtml

Mi sa tanto che a breve ci toglieranno anche le corsie preferenziali… e tanta gente tornerà all’auto.

La vogliamo capire che la mobilità è un’esigenza e che non va combattuta a colpi di divieti (che alzano la tensione) ma a colpi di fruibilità!?!

Se tanta gente usa il mezzo privato ci sarà un motivo, non vi pare? Forse perché son tutti “culi di pietra”?

NOOOOOO, è imbecille chi riduce il problema ad un “culodipietrismo” INESISTENTE.

La gente usa il mezzo privato semplicemente perché il “servizio” pubblico ha le virgolette!

E poi “l’allarme” da chi arriva? Dai taxisti e dai tramvieri? Provate a percorrere le corsie preferenziali della circonvallazione e contate i frontali che rischiate di fare con taxi (ma anche ncc e pullman vari) che sorpassano i mezzi pubblici in fermata. Oppure a trovarvi un incrocio bloccato perché un filobus o un tram partono col giallo se non addirittura col rosso, o avanzano anche se c’è coda fermando la circolazione in tutte le direzioni. O ancora trovatevi dietro 2, 3 anche 5 filobus della stessa linea che viaggiano uno dietro l’altro accodandosi alle fermate (distanti non più di 300 m una dall’altra). Chi è pericoloso? Chi intralcia il traffico? Sempre le moto, ovviamente.

E che non si faccia un confronto moto-bici per un semplice motivo: alle moto la circolazione sulle preferenziali è consentita, alle bici no, con tanto di chiara segnaletica. Però dove alle moto la circolazione è vietata, e anche alle bici, le telecamere immortalano solo le prime.

Un problema sicurezza c’è, la gente che va in giro infischiandosene esiste: quelli che hanno fatto il filmato allegato all’articolo riprendendo il traffico mentre erano alla guida ne sono una dimostrazione!

Flattr this!

Abbigliamento tecnico: primo passo verso l’imposizione

Posted by tama on July 29, 2013
Normativa, Sicurezza / No Comments

Nel 2010 ci siamo trovati a discutere di una proposta di legge che prevedeva l’introduzione dell’obbligo di utilizzo, per i motociclisti, dell’abbigliamento tecnico oltre a nuove omologazioni per le protezioni. L’idea venne ad un paio di deputati perché c’erano zone e città del Paese come ad esempio Napoli (citata dagli stessi proponenti) in cui le regole non venivano rispettate, quindi per loro non fu logico pensare di far applicare le leggi esistenti, cosa che avrebbe dato poca visibilità e soprattutto poco clamore mediatico, ma inventare una nuova legge. E’ un po’ come se per evitare i cori razzisti nei confronti dei giocatori stranieri negli stadi si vietasse loro di giocare invece di impedire ai responsabili di farlo: insomma la classica soluzione all’italiana.

Negli scorsi mesi l’argomento è tornato di attualità, perché la norma fatta uscire con i suoi ideatori a pedate nel sedere, purtroppo solo in senso figurativo, dalla porta principale è ritornata in maniera subdola e di soppiatto in una delle tante pieghe delle leggi italiane (almeno questa volta non l’hanno infilata in un pacchetto che riguarda il rilancio dell’economia o la prevenzione dei terremoti…). Infatti prima dell’estate su alcuni siti è uscita senza tanto clamore la notizia che fra i cambiamenti all’esame di pratica per il conseguimento della patente A, oltre alle periodiche modifiche di stampo europeo per complicare le cose, ci sarebbe stato anche l’obbligo di presentarsi non solo con il casco integrale, ma anche con l’abbigliamento tecnico con protezioni omologate. Ovviamente non c’è stato clamore, Paganini non ripete, ci siamo già opposti una volta, perché replicare? E’ sicuramente più importante commentare le ombrelline sulla griglia di partenza, capire che modello si nasconde sotto la moto dell’ultimo supereroe arrivato al cinema o sbavare sulla fidanzata di qualche pilota.

Intanto la norma è stata approvata, come riportato qualche giorno fa da In Sella, e se da un lato si può essere d’accordo con l’utilizzo dell’abbigliamento specifico (io stesso utilizzo quotidianamente guanti, paraschiena, giacca con protezionie  ginocchiere da diversi anni) non si può fare a meno di notare che per l’ennesima volta si pensa di garantire le sicurezza scaricando su di noi i costi e viene da pensare, come lo abbiamo pensato in passato, che l’operazione serva soprattutto a supportare l’industria del settore che in Italia vede la presenza di molti marchi (fa niente se producono all’estero…), ma niente viene fatto per rendere davvero sicure le strade; si cambiano continuamente le norme per gli esami, ma la sensazione è che l’interesse sia quello di creare in continuazione nuovi motociclisti e automobilisti per far girare l’economia e lucrare sulle tasse, senza preoccuparsi minimamente della qualità dell’insegnamento, come dimostrano la mancanza di rispetto e/o conoscenza delle norme del Codice e in generale di civiltà sulle nostre strade. Forse ancora più grave è che dal punto di vista di cittadini di un Paese cosiddetto libero e democratico ci viene negata per l’ennesima volta la libertà di scelta: ci sarà sicuramente chi ricorrerà ad abbigliamento in prestito per sostenere l’esame di guida e una volta presa la patente sfreccerà in canottiera e infradito, ma tanti acquisteranno gli articoli necessari e una volta patentati li useranno perché è un investimento che poi si sfrutta. Quanti di questi capiranno che non bastano il casco integrale e le ginocchiere per essere sicuri e penseranno di essere invulnerabili in sella? Mancano, e non solo in ambito motociclistico ormai, una base di educazione alla sicurezza e la formazione di una coscienza personale tale per cui chi lo ritiene necessario attinga dai cataloghi per garantirsi un livello di protezione superiore.

Ormai aspettiamoci solo che in maniera altrettanto subdola l’obbligo venga esteso, così oltre ai produttori e allo Stato, che si guarda bene dall’aiutarci a renderci più sicuri tagliando l’IVA sull’abbigliamento tecnico, avranno la loro fetta anche le assicurazioni che fra le mille scuse per non rimborsarci in caso di incidente… ah no, si chiama rivalsa,  infileranno anche il mancato utilizzo delle protezioni.

Flattr this!