Multe e ricorsi

Usare una targa estera…

Posted by atrent on November 11, 2013
Generale, Multe e ricorsi, Normativa, Tasse / 2 Comments

Qualche tempo fa ho fatto due chiacchiere con il titolare di TEAM (http://www.targaestera.com) che mi ha raccontato alcune cose molto interessanti.

Il “prodotto” che forniscono è la procedura di reimmatricolazione all’estero cosicché se avete un auto- o moto-veicolo targato in Italia potete, pagando un una tantum (non piccolissimo, fino a un migliaio di euro), demolirla presso il PRA e ottenere una targa estera (il veicolo diventa di proprietà di una società estera e viene dato in concessione d’uso permanente a voi – ex proprietario).

A questo punto potete circolare in Italia tranquillamente con qualche vantaggio, NON DA POCO:

  • assicurazione molto bassa (minore della migliore offerta online) perché estera (dove sono meno esosi che da noi)
  • circolazione anche durante i blocchi del traffico (attenzione: bisogna verificare ordinanza per ordinanza, alcune esentano le straniere altre no)
  • miglior difesa contro le multe a raffica (es. autovelox per fare cassa), questo perché all’estero (è in realtà una normativa europea che DOVREBBE valere anche in Italia) perché una multa (ad es. un autovelox) sia valida DEVE essere corredata di foto e le P.A. italiane non la mandano mai (costa, preferiscono chiedere l’onere di spedizione al multato), ergo una multa che non rispetti TUTTI i canoni europei viene rimandata al mittente…

Mi sembra molto interessante questo meccanismo di “exit option” nei confronti di uno stato italiano sempre più esoso e irrispettoso dei più elementari diritti di cittadinanza. Naturalmente bisogna fare due conti, c’é l’una tantum che va ammortizzata e forse non vale la pena per veicoli a basso valore di mercato? Discutiamone.

Ovviamente TEAM non è l’unica azienda che fornisce tale servizio, segnalate altre aziende che facciamo un bell’elenco e vediamo chi offre quello migliore…

Flattr this!

Speedcheck etc.

Posted by atrent on October 25, 2012
Generale, Multe e ricorsi, Normativa, Speedcheck / No Comments

Ancora una lettera che pubblichiamo volentieri:

Buongiorno,Vi ho trovati casualmente cercando motizie sugli speedcheck, e devo complimentarmi, perchè finalmente trovo qualcuno con gli ‘attributi’, non i soliti ‘quaquaraqua’ che si lamentano e non fanno nulla.

Da motociclista e automobilista con 1,5 milioni di km sul groppone (ho anche il brevetto di volo), vorrei esprimere alcune opinioni, sperando di dare un piccolo contributo.

Innanzitutto, noi tutti abbiamo superato un esame per la patente di guida, e siamo stati ‘certificati’ dalle autorità ‘competenti’ per essere in grado di condurre un mezzo in sicurezza e di saper gestire in modo appropriato le situazioni che di volta in volta si presentano.

Dvoremmo quindi avere solo bisogno di cartelli segnaletici (incrocio, dosso, curva pericolosa, uscita studenti, passaggio a livello ecc.) e non di limiti, sopratutto di velocità, che servono palesemente solo ad estorcere multe, e non a preservare la sicurezza.

Anche l’affollamento dei cartelli stradali, mischiati con quelli segnaletici e quelli pubblicitari, ha raggiunto una tale densità in molti tratti, che per leggerli tutti, bisognerebbe andare a piedi!!!

Da un analisi onesta ed oggettiva, la maggior parte di noi, quando la strada lo permette, guida spesso oltre i limiti indicati, mentre quando c’è molto traffico, si viaggia ben al di sotto.

Non riesco proprio a credere che tutti noi siamo dei delinquenti da punire pesantemente.

Sono invece fermamente convinto che la stessa strada non ha le stesse condizioni a tutte le ore del giorno per tutto l’anno, e non è quindi possibile, ne ragionevole, mettere dei limiti che possono essere adeguati solo in alcuni momenti della giornata, mentre per il resto sono solo penalizzanti e fuorvianti per chi guida.

Penso inoltre che i limiti imposti, oltre ad essere appunto un controsenso con la stessa  patente, sono sicuramente inadeguati, vetusti e sottodimensionati, visto che sono gli stessi o spesso ancora più bassi di quelli di 60 anni fa, e non tengono conto ne dell’evoluzione tecnologica dei mezzi odierni, ne del miglioramento (purtroppo no dappertutto) della viabilità.

Vorrei poi ricordare che la legge del ministro Ferri che tutti ricordiamo, non ha minimamente ottenuto l’effetto paventato, anzi, ha dimostrato che è molto più facile distrarsi per noia o addirittura addormentersi a 110km/h che a 150, quando si guida per ore in autostrada.

Se concordate con questi miei pensieri, sarei felice di vederli portati avanti, come avete fatto per i provvedimenti antiinquinamento, e quì vorrei aggiungere che a mio avviso il grosso delle polveri arriva dai freni e dagli pneumatici, non dai motori, ma forse mi sbaglio.
Però senza freni e senza gomma a terra non si va, nemmeno con le auto elettriche o a idrogeno.

Complimenti ancora per l’iniziativa e buona continuazione.

[lettera firmata]

Flattr this!

Gli Speed Check? Sono ai Limiti della Legalità

Posted by Kakugo on September 12, 2012
Generale, Multe e ricorsi, Normativa / 8 Comments

In questi ultimi tempi c’è stato un gran fiorire delle cosidette “colonnine Speed Check” (alle volte chiamate anche Velo OK) ai lati delle nostre strade.

Tutto è cominciato in Provincia di Brescia, nella fattispecie nel Comune di Gussago. Di seguito trovate una foto (scattata da me ed in libera distribuzione) della primissima colonnina di questo tipo installata:

Mettiamo subito in chiaro le cose: la maggior parte di queste colonnine sono non solo inutilizzate come postazioni autovelox (i costi sarebbero astronomici), ma sono anche prive della reale possibilità di installarlo al loro interno. In questo caso sono utilizzate come “dissuasori” e, per quanto non esista alcuna normativa in merito, non pongono alcun problema di legalità se non della distanza dell’installazione dalla carreggiata.

Diverso è il caso in cui, invece, all’interno sia installato un autovelox, come avviene saltuariamente per la postazione di sopra. In base alla normativa vigente all’interno dei centri abitati non possono essere utilizzate postazioni di rilevamento velocità completamente automatizzate: significa che vige l’obbligo della contestazione immediata. Per aggirare questo “ostacolo” i Comuni si sono inventati un diverso uso degli autovelox installati in queste colonnine.

Generalmente il superamento dei limiti di velocità è contestato in base all’articolo 142 del Codice della Strada (CdS), che definisce precise penalità in base all’infrazione. I verbali contestati utilizzando questi strumenti, invece, ricadono sotto l’articolo 141 del CdS, ovvero sia “velocità pericolosa o non adeguata alle condizioni del traffico”. La penalità è di 39€ più spedizioni postali (generalmente 14€) senza sanzioni accessorie (ovvero sia senza alcuna decurtazione di punti della patente).

Ho voluto vedere chiaro in merito e ho quindi chiesto la consulenza di un legale specializzato in cause contro la Pubblica Amministrazione. Il suddetto legale ha offerto la sua consulenza a titolo gratuito a condizioni che non faccia il suo nome.

Come prima cosa ha fatto notare che un autovelox non è abilitato a prendere la decisione di quale sia una “velocità pericolosa” poiché non prende in considerazione le numerose variabili necessarie per prendere questa decisione. Esiste una normativa per apparecchi di questo genere ma, come mi è stato fatto notare, i problemi di carattere pratico sono al momento irrisolvibili e quindi non esistono apparecchi omologati in questo senso, nè se ne prevede l’uscita a breve-medio termine.

In secondo luogo, dopo avermi mostrato un “verbale standard” (ovviamente coi dati personali oscurati) legato ad uno di questi apparecchi, il legale ha richiamato la mia attenzione sul fatto che il verbale non riporti la motivazione della “velocità pericolosa”. A suo parere questo costituisce negazione di giustizia, ovvero sia non si informa in modo adeguato chi ha commesso l’infrazione delle motivazioni del verbale.

Mi è stato fatto infine notare che nel caso di ricorso, il giudice può richiedere di acquisire la fotografia dell’autovelox e si potrebbe sviluppare un conflitto: perché se è stato violato il limite di velocità non è stato contestato l’articolo 142 come prevede la legge? E ancora, perché non è avvenuta l’immediata contestazione come ancora previsto dalla legge?

Se fino a qui sembra che tutto stia dalla parte del cittadino esiste però un grosso ostacolo di ordine pratico: come sapete i ricorsi al Giudice di Pace sono subordinati al versamento di un contributo di 37€. Metteteci le spese legali (non trattandosi di casi per cui è disponibile un’ampia gamma di “ricorsi preconfezionati” su Internet) e capite subito che la scelta di contestare l’articolo 141 del CdS non è stata presa a caso.

Una nota a parte meritano i cartelli che spesso accompagnano questi “rilevatori di velocità”. Di segutio un’altra mia foto in libera distribuzione:

Cartelli come quello incollato a qualche modo in questa foto precedono spesso queste colonnine. Il loro valore è pari esattamente a zero poiché non sono realizzati in base alle vigenti normative (che ad esempio definiscono una grandezza minima del tondo del limite di velocità). C’è inoltre il problema del marchio registrato, che sui cartelli di segnalazione stradale non dovrebbe apparire.

Anche in questo caso si tratta di un’area grigia (tendente al nero) della legalità su cui il cittadino non ha parola in merito.

Per ultima cosa aggiungo che mi sono recato di persona presso l’Ufficio Polizia Locale di un Comune che ha installato queste colonnine per chiedere delucidazioni. L’agente al banco “contatti col pubblico” è stato ovviamente preso in pieno contropiede ed ha chiamato il comandante il quale, dopo un’iniziale esitazione, mi ha assicurato che “è tutto in regola” senza però fornirmi i dettagli delle normative e delle leggi che sarebbero state rispettate. Ci proverò anche io la prossima volta che ho un’ispezione sul lavoro e vedrò quali risultati ottengo.

Come scrisse Orwell “Tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali di altri”.

Flattr this!

Multe velox a Magreglio: è successo anche a voi?

Posted by tama on January 19, 2012
Multe e ricorsi / No Comments

Nell’ormai lontano 2007, passando per Magreglio (LC) fui fotografato da un’autovelox nascosto: l’inizio di una farsa assurda.

  •  novembre 2007 ricevo la multa per eccesso di velocità, notificata oltre i 150gg, mando ricorso al prefetto tramite i vigili;
  • nel frattempo ricevo una seconda contravvenzione per non aver comunicato i dati del conducente, mando ricorso al prefetto tramite i vigili;
  • nel frattempo ricevo un avviso di pagamento per l’eccesso di velocità, mi rivolgo ai vigili facendo presente che ho fatto ricorso, risposta del responsabile “è stato un errore del sistema”;
  • giugno 2011 ricevo, al mio vecchio indirizzo presso cui non vivo più da quasi 3 anni (tenetelo a mente) un altro avviso di pagamento, per la mancata comunicazione dei dati conducente, mi rivolgo ai vigili facendo presente che ho fatto ricorso, che il tutto fa riferimento ad una contravvenzione notificata oltre i termini di legge e il Prefetto non si è espresso, il responsabile (sempre lo stesso della volta precedente) dice che le hanno mandate i suoi collaboratori (un esperto in scaricabarile) perché hanno ricevuto i ricorsi del 2008 dalla Prefettura, ma quello della seconda multa non c’è, di mandarlo via fax così sistemano la posizione (dicendo di fare con calma anche se c’è scritto che entro il 30 giugno devo pagare, tanto lui sarebbe andato un mese in Sicilia, ed evidentemente penso i collaboratori non godano della sua fiducia); mando per sicurezza una raccomandata, spiegazioni, allegati e la precisazione che ho cambiato indirizzo, anche se dovrebbe risultare in Motorizzazione;
  • oggi, 19 gennaio 2011, a oltre 3 anni e mezzo dall’imboscata e 3 anni dalla notifica in ritardo del primo verbale, ho ricevuto sempre al vecchio indirizzo (vi avevo detto di tenerlo a mente) un altro avviso di pagamento con minacce addirittura di radiazione del mezzo in caso di mancato pagamento;

In me si fa sempre più forte l’impressione che questi ci provino, fregandosene dei tempi di notifica, dei ricorsi e di tutto pur di fare cassa, domani con tutte le carte in mio possesso (verbali, copie dei ricorsi, ricevute delle raccomandate), andrò alla Guardia di Finanza e a loro chiederò come comportarmi; probabile che vada anche dai Carabinieri per sicurezza, due pareri sono sempre meglio i nquesti casi.

Sicuramente non sono l’unico ad aver ricevuto un verbale fuori tempo massimo, o con altre irregolarità, dal comune di Magreglio,  ed è probabile che per ogni rompipalle come me che prima di pagare si informa e contesta il contestabile, ci sia molta gente che invece paga senza pensarci: chiunque abbia avuto problemi simili mi contatti, scambiamoci le esperienze e i dati in nostro possesso, può essere utile (vi ricordo che grazie ad una foto che pubblicai su questo sito un amico motociclista vinse un ricorso contro il velox nascosto in un cortile a Varenna…).

Vi terrò aggiornati.

Tama

Aggiornamento 28 febbraio: come suggerito dai vigili del mio comune sono stato di persona a Magreglio per sistemare la situazione. Il comandante dei vigili è cambiato, quello che combinava casini è in pensione, ora ne hanno uno in consorzio con altri comuni, e infatti oggi non c’era. Un dipendente ha verificato quale fosse la situazione: è stato protocollato un solo ricorso, quello della multa relativa all’eccesso di velocità (nella cui cartella sono presenti solo la ricevuta del verbale e la foto fatto col velox); dell’altro ricorso niente, la cartella di protocollo è vuota, non risulta niente di niente di tutto quello che ho inviato. Giovedi dovrei essere contattato dal nuovo agente.

Flattr this!