Coordinamento Italiano MotoCiclisti – CIM – La tutela dei diritti nel 2015

Posted by Birubiru on November 11, 2014
CIM

Dal sito del Coordinamento Italiano Motociclisti

Per i più pigri questo è il link dell’inziativa di crowdfunding https://www.derev.com/supportacim

La tutela dei diritti nel 2015

‘ da qualche mese che nel CIM se ne parlava, e abbiamo voluto approfittare di EICMA 2014 per lanciare un nostro progetto. Un progetto rivoluzionario, potrebbe essere una nuova strada, ma potrebbe essere l’ultimo che facciamo.

Sarete voi a decidere il risultato.

L’articolo completo lo potete trovare a questo link, questo è solo un riassunto per una prima lettura veloce, ci auguriamo vogliate approfondire la lettura successivamente. Se ritenete già che la cosa vi interessi, passate direttamente all’articolo completo.

Struttura del CIM

La struttura attuale del CIM venne decisa al momento della sua fondazione, tenendo conto delle leggi vigenti e degli obiettivi della associazione. In seguito alle valutazioni fatte su questi presupposti, concordammo la seguente struttura:

  • Una struttura composta da qualche decina di soci, in cui tutti si dovevano impegnare a collaborare in modo attivo all’interno della associazione, svolgendo una parte delle attività necessarie alla gestione e alla operatività della associazione stessa. Importante e irrinunciabile la partecipazione alla assemblea, dove si decidono le priorità delle attività da svolgere e si collabora in modo critico e propositivo. Le risorse economiche sarebbero state fornite dai soci e dai sostenitori, che avrebbero avuto una quota di iscrizione diversa e non avevano diritto di voto in assemblea (pubblica ma con il voto riservato ai soci).

L’alternativa era dare meno importanza alla partecipazione dei volontari, e creare una struttura come segue:

  • Una struttura composta da almeno un migliaio di soci, dove le attività sarebbero state svolte da personale retribuito con le risorse ottenute dalla iscrizione dei soci. Sarebbe rimasta la possibilità per i soci di collaborare direttamente, senza che questo fosse più un impegno specifico per tutti gli associati. La partecipazione alla assemblea era importante, ma non irrinunciabile come prima descritto. Rimaneva la possibilità di iscriversi come sostenitori, contribuendo al finanziamento della associazione ma senza diritto di voto in assemblea.

I volontari del CIM

Purtroppo non abbiamo avuto il riscontro previsto. Abbiamo trovato molte persone che volevano associarsi, ma poi non avevano tempo da dedicare alla associazione. Qualcuno perché aveva sopravvalutato le proprie disponilità di tempo, altri dicevano fin da subito di non averne. Come risultato abbiamo avuto molto lavoro da fare, svolto da poche persone.

Chi non partecipa alla vita del CIM può non immaginare quante attività debbano essere svolte, e quante ore/uomo vengono spese ogni settimana per gestire l’associazione. Come si può vedere nella immagine, tra attivià di routine generiche e attività svolte da alcuni soci, che richiedono una maggiore competenza per essere eseguite, si arriva ad oltre 60 ore settimanali, per arrivare a superare le 100 quando si attiva uno specifico progetto.

Ogni volta che abbiamo potuto dedicare tempo con costanza alla associazione, abbiamo riscontrato dei risultati, ma essendo volontari, e la disponibilità di tempo dipende dal lavoro e dalla famiglia, diventa difficile seguire correttamente tutti gli impegni. Abbiamo sempre detto che volevamo soci attivi, ma abbiamo dovuto constatare che non ha portato i risultati sperati. Per affrontare queste situazioni servono delle risorse che i volontari non possono garantire, ed è indispensabile una evoluzione.

La risposta è quindi cambiare. 

Per affrontare il 2015 in modo costruttivo, per potere raggiungere dei risultati concreti, dobbiamo uscire dal “volontariato puro”, e avere le risorse per creare una struttura fatta da almeno una persona dedicata a tempo pieno (quindi retribuita) che svolga quelle attività che i volontari non possono garantire, per rendere così il CIM simile alle altre associazioni europee (un esempio la francese FFMC, con 45.000 iscritti).

In altre parole, dobbiamo cambiare la struttura del CIM, e passare alla seconda possibilità tra quelle prima descritte. Ci siamo quindi dati l’obiettivo di raggiungere la quota di almeno 1.000 soci, che grazie alle loro iscrizioni creeranno le risorse richieste. Una rivoluzione vera e propria, ed è per questo che ci siamo rivolti a DeRev, un sito che organizza campagne di crowdfunding che ha come obiettivo quello di creare le rivoluzioni.

Seguendo il link troverete informazioni sul crowdfunding. Nel nostro caso le iscrizioni saranno raccolte con una campagna del tipo “tutto o niente”. Quindi al momento della iscrizione verrà richiesto un impegno a corrispondere la quota di associazione che verrà poi pagata solo se si raggiungerà il numero minimo di iscrizioni richieste. Fino a che non si conclude la campagna, non verrà richiesto nessun pagamento.

L’iscrizione avviene con un impegno di pagamento, effettuato tramite pagamento elettronico. Se alla fine della campagna (90 giorni) si riesce a superare la soglia minima, si concluderà il pagamento e si prosegue con una assemblea dei soci. Se non si riesce a superare la soglia, la campagna viene annullata, e non si spende nulla.

Questo anche per tutelare chi partecipa, perché siamo consapevoli che la prima domanda che potremmo ricevere è “ma se mi iscrivo e non siamo in mille, poi che ci fate con la mia sottoscrizione?”

Riteniamo che la risposta “se non raggiungiamo il numero minimo richiesto, non vi verrà chiesto un solo Euro” possa darvi una buona garanzia.

Per sapere nei dettagli come funziona la cosa, per sapere come intendiamo utilizzare i fondi che vogliamo raccogliere, per avere altre informazioni sulle motivazioni che ci hanno portato a proporre questo progetto, potete visitare il sito della campagna  : http://www.derev.com/supportacim.

Dovete quindi decidere se volete essere rappresentati da una associazione forte, creata da voi, indipendente dai centri del potere, sempre al vostro fianco per portare alle istituzioni la voce e le richieste dei motociclisti, oppure restare soli, pensando “tanto io so come cavarmela” per poi lamentarsi quando un amico finisce dilaniato da un guardrail, magari protestando per il fatto che nessuno non sta facendo nulla per i guardrail.

Se la cosa non vi incuriosice, la prossima volta che vi succede qualcosa, come cadere in buco, prendere una multa o pagare una polizza costossima per la vostra moto, non lamentatevi della situazione cercando di dare la colpa a qualcuno.

Infatti se la situazione che vivete non vi piace e non provate a fare qualcosa per cambiarla… alla fine la colpa è anche vostra.

Coordinamento Italiano Motociclisti

Ufficio Comunicazione

© Riproduzione concessa citando la fonte e il link all’articolo.

 

 

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