L’edizione cartacea de “Il Nuovo Bresciaoggi” di lunedì 30/1/2012 riporta una notizia che oramai è divenuta desolatamente comune: quattro imprese di costruzione hanno fatto “fronte comune” per esigere dalla Provincia di Brescia pagamenti per un totale di due milioni e mezzo di euro per lavori già eseguiti e mai pagati. Poca cosa rispetto ai 540 milioni (dato di agosto 2011) di debito della Provincia, ma da veramente da pensare come quattro imprese, che hanno fornito un servizio ad un ente pubblico, debbano ricorrere al Tribunale per vedersi attribuito ciò che spetta loro di diritto. C’è da chiedersi se, come già avvenuto in passato per simili vertenze riguardanti la Pubblica Amministrazione, i giudici non sanciranno il pignoramento di proprietà della Provincia per ripagare i creditori.
A margine dell’articolo viene riportata un’altra notizia, forse di maggiore rilievo, riguardante il piano di asfaltature della Provincia per il 2012. Questo piano, da attuarsi nell’anno solare in corso, vedrebbe le imprese pagate nel 2014. Manco a dirlo il bando è andato deserto: nel clima attuale e con questo precedente nessuno vuole esporsi nei confronti di quello che, in ambito privato, verrebbe definito un “cattivo pagatore”, perlomeno non senza precise garanzie finanziarie che il bando non contiene. Riguardo alle asfaltature la Provincia di Brescia non è messa male come altre (ad esempio quella di Piacenza), ma a causa del forte debito, di spese voluttuarie che inghiottono i fondi per la manutenzione ordinaria e della pressione di vari gruppi di potere che finiscono sempre per bisticciare sulle voci di bilancio, negli ultimi anni la situazione sta rapidamente deteriorando. Un esempio che colpisce da vicino i motociclisti? Negli ultimi dieci anni gli unici lavori di asfaltatura sulle celebri Coste di Sant’Eusebio hanno riguardato due semplici “toppe” realizzate per coprire smottamenti del terreno. Le normative del Ministero delle Infrastutture, che imporrebbero una completa riasfaltatura e bonifica delle sede stradale ogni dieci anni, sono lettera morta, come in tutto il resto d’Italia.
E lo Stato cosa fa? Tace. In Francia, nonostante gli enti locali siano in ristrettezze economiche pari alle nostre, Parigi ha ordinato che non si debba risparmiare sulla manutenzione stradale. Comuni e Dipartimenti obbediscono. La parola d’ordine è tagliare sulle spese voluttuarie e concentrarsi su quelle indispensabili. Da noi invece si opera al contrario: si spende a più non posso sul voluttuario e si ignora il necessario.
Come disse (ironicamente) la celebre satirista Dorothy Parker “Concentrati sul voluttuario e le necessità si risolveranno da sole”.



