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From: CM-list_at_yahoogroups.com [mailto:CM-list_at_yahoogroups.com] On Behalf Of
Giuseppe Reitano
Sent: venerdì 24 febbraio 2006 17.49
To: CM-list_at_yahoogroups.com
Subject: Re: [CM-list] Il comune di Roma chiude alla due ruote
Hola carissim*,
mi verrebbe da dire che, purtroppo, molti (italiani e
non) votano (o non votano) solo sulla base di
interessi personalissimi e spesso non proprio
condivisibili.
Detto questo, i miei diritti e doveri di cittadinanza
restano in vigore anche per tutto il tempo in cui non
poggio il culo sulla sella di una moto e le mie scelte
politiche di questo ne risentono.
Pertanto ritengo che proporre una lista di
motociclisti sia a dir poco limitativo, ma mi sembra
anche non condivisibile l'assioma secondo il quale
dalla politica proposta sulle due ruote si possa
evincere quale è la visione strategica geopolitica
mondiale, e non c'entra neanche nulla che qui stiamo
parlando di elezioni amministrative e non di elezioni
politiche; faccio qualche esempio su un tema a me
molto a cuore: la mafia.
In Sicilia (mia terra d'origine) fra poco si
contenderanno il posto di presidente della regione
Cuffaro e la Borsellino. Il primo è pluriinquisito per
mafia, la seconda di quest'ultima è estrema
oppositrice, nei fatti prima ancora che con le parole;
sinceramente, se avessi la residenza in Sicilia, nel
fare la mia scelta non mi interesserebbe neanche
sapere se i due candidati abbiano inserito o meno
politiche sulle due ruote nel loro programma.
Se pensate che il "problema" mafia sia per noi
lontano, mi spiace deludervi: proprio qui in provincia
di Roma, a dicembre è stato sciolto il consiglio
comunale di Nettuno per infiltrazioni mafiose; chi
vuole maggiori dettagli segnalo l'articolo uscito sul
sito di un'associazione antimafia, con la quale ogni
tanto collaboro:
http://www.cuntrastamu.org/mafia/speciali/nettuno05.htm
Se poi qualcuno pensasse che i miei principi siano più
terra terra dei suoi o gli faccia "orrore" che io usi
anche tali criteri nelle mie scelte politiche, bhè,
senza polemiche e rancori, ma sinceramente sono cavoli
suoi.
Chiudo questa parte dicendo che i rappresentanti
politici hanno interesse per le appartenenze
ideologiche tanto quanto ne hanno per le moto, anzi:
per loro è molto più facile conquistarsi un voto con
qualche regalando pacco di pasta e la scarpa destra
prima delle elezioni e, quando sono particolarmente
buoni, la sinistra subito dopo (come faceva a suo
tempo Achille Lauro e più recentemente qualcun altro).
Passiamo a proposte più operative: gli incontri con i
candidati a sindaco (di qualunque fazione politica)
non portano da nessuna parte, il giorno dopo le
elezioni si saranno ampiamente scordati della nostra
esistenza così come di quella delle miriadi di
associazioni che incontrano in questo periodo e a cui
promettono questo mondo e quell'altro.
Sarò noioso e ripetitivo, ma secondo me dovremmo
stilare appositamente per queste elezioni un documento
ufficiale del CM, che riassuma i punti fondamentali
delle nostre richieste e sottoponiamolo per la
sottoscrizione al maggior numero possibile di
candidati consiglieri in cambio di sostegno e di
visibilità sul sito del coordinamento.
Se poi organizzassimo per i primi di aprile anche una
manifestazione sotto il campidoglio o un bel giro del
raccordo anulare tutti insieme rispettando
rigorasamente i limiti di velocità sarebbe il massimo.
Lamps a tutt*
Caire atque vale
Giuseppe
Tuttavia, non è importante cosa a te (o a me, che è lo
stesso) sembra bene
fare:
la gente sceglie secondo criteri variabilissimi e
spesso imprevedibili,
senza farsi
troppi scrupoli. In un epoca ormai lontana, se non
sbaglio nel Granducato di
Toscana,
gli amministratori delle città venivano estratti a
sorte da un gruppo di
persone
considerate all'altezza del compito. Oggi si va a
votare, illudendosi che il
proprio voto
concorrerà veramente a determinare la scelta del
prossimo principe. In
realtà i giochi
sono già fatti da tempo ed il rito delle elezioni
serve solo a legittimare
le scelte fatte
dai partiti e dai loro gruppi dirigenti secondo
precisi criteri di
spartizione del potere.
Ciò nonostante, gli umori e le tendenze che emergono
dai risultati
elettorali interessano e preoccupano
"lorsignori" più di quanto noi stessi pensiamo. La
cosa che li tranquillizza
di più è sapere che
i meccanismi di scelta dell'elettorato sono quelli di
sempre, legati a
concezioni anacronistiche di
appartenenza ideologica. Se il mio orizzonte ideale è
conservatore voto a
destra, altrimenti voto a sinistra.
E, ovviamente, mai e poi mai voterò per l'altra
fazione, orrore!
Io non sono quello che comunemente si definisce un
qualunquista, ho delle
idee politiche, o per meglio
dire delle convinzioni ideologiche, ben salde e
precise. Però tra quello che
penso e quello che voto - quando ritengo
che valga la pena di andare a votare, il che accade
sempre più di rado - non
c'è una relazione certa e
costante, per il semplice motivo che nessun candidato
di nessun partito si
colloca in un'area che
potrei definire ideologicamente omogenea al mio
pensiero.
E allora mi oriento seguendo criteri pratici e non
politici. Del resto, se
devo contribuire (o fingere di farlo)
a far vincere Tizio o Caio, voglio almeno poterne
ricavare dei vantaggi.
Quindi, tra uno che mi farà buttare la moto
ed un altro che me la lascerà usare, preferisco il
secondo (a meno che non
sia fautore di principi per me inaccettabili).
Le martellate sui coglioni mi toccheranno comunque,
perciò non vedo perché
debbo essere proprio io a mettere il martello in mano
a chi mi colpirà.
Eventuali approfondimenti (per esempio sui principi
che considero
irrinunciabili o inaccetabili), vista la complessità
dell'argomento, in
privato.
Riccardo
> Bah.....ho i miei dubbi....
> Diminuendo il livello di "importanza" del problema
(scendendo cioè dai
> principi generali del governo di una città a quelli
relativi alla mobilità
> ed infine a quelli relativi alle due ruote), penso
che la "coerenza"
> interna
> ai programmi vada un po' perdendosi e quindi si
possano avere proposte di
> soluzioni simili anche da parte di schieramenti
opposti ad alto livello:
> quindi, continuo a pensare che possa non essere bene
guardare così in
> basso
> per scegliere.
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