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Altri ricorsi in tribunale con il sostegno dei Verdi. Formigoni: "Accuse senza senso"
Smog, cresce la protesta
Centinaia di abitanti contro Comune e Regione
da Repubblica - 12 febbraio 2006
Un ricorso per chiedere «interventi immediati e strutturali» per combattere l´inquinamento atmosferico in Lombardia. Lo hanno presentato ieri davanti al tribunale civile 180 cittadini, comitati locali e associazioni ambientaliste, per ottenere dal giudice provvedimenti d´urgenza come le targhe alterne, il potenziamento del servizio pubblico, il ticket d´ingresso, l´introduzione di un biglietto unico per il trasporto pubblico. I comitati chiedono inoltre l´applicazione della delibera regionale sui gas di scarico e l´estensione dei limiti di circolazione delle auto inquinanti. Secca la replica del Pirellone: «Questi signori non sanno di cosa parlano. La Lombardia è la regione che ha fatto di più in Europa per combattere l´inquinamento».
SERIVIZI ALLE PAGINE II E III
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Smog, centinaia di denunce contro Comune e Regione
"Il giudice decida subito su traffico e inquinamento"
Se lasciate al sole le auto a benzina inquinano perché alcuni agenti evaporano
"Bisogna fermare i non catalizzati fino a luglio e lavare le strade"
Cresce la protesta, altri ricorsi per ottenere misure urgenti contro il Pm10
SANDRO DE RICCARDIS
Cresce il fronte anti-smog che chiede a Comune e Regione «interventi immediati e radicali» per abbattere in maniera stabile il Pm10, dall´inizio dell´anno sempre - salvo due giorni - oltre i limiti previsti dalla legge. Mentre le centraline dell´Arpa indicavano scorso livelli di polveri pari a 45 microgrammi in via Juvara e 44 in via Verziere, ieri 180 cittadini, comitati locali e associazioni hanno presentato un ricorso al tribunale civile per denunciare «il grave stato dell´aria in Lombardia» ma soprattutto per obbligare Comune e Regione, «responsabili di un grave danno alla salute, ad adottare i provvedimenti che possono migliorare da subito la situazione dell´inquinamento atmosferico».
Cittadini e associazioni - tra cui Vas, Fiab, Ciclobby e Medicina democratica - chiedono che il giudice certifichi «la prolungata e conclamata situazione di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico previsti dalla legge» e determini «quantomeno il pericolo di un danno grave alla salute dei cittadini». Oltre all´«accertamento delle responsabilità delle istituzioni locali», i ricorrenti chiedono al tribunale provvedimenti d´urgenza. Tra questi, le targhe alterne fino a quando le polveri nell´aria non saranno per tre giorni consecutivi sotto i 35 microgrammi per metrocubo, blocco da riattivarsi dopo altri tre giorni consecutivi di polveri pari o superiori a 45 microgrammi.
«Il ricorso contiene delle proposte immediatamente realizzabili - spiega Marco Menichetti, del direttivo di Vas Lombardia -. Auspichiamo che le istituzioni non aspettino la pronuncia del giudice. Noi siamo pronti a sostenere ogni intervento che vada nella direzione di abbattere strutturalmente l´inquinamento». Insieme ai limiti alla circolazione, vengono chiesti anche il lavaggio costante delle strade con acqua e il potenziamento del servizio di trasporto pubblico, il ticket d´ingresso nell´area metropolitana e un biglietto unico sui mezzi pubblici, l´applicazione della delibera regionale sui gas di scarico e l´estensione dei limiti alla circolazione dei veicoli inquinanti fino a luglio e da settembre in poi. «E´ stata scelta la strada del ricorso civile proprio perché il giudice può ordinare atti concreti in via cautelare, anche entro un mese - spiega Veronica Dini, l´avvocato che ieri ha depositato il ricorso -. Il nostro obiettivo è proprio questo: è importante l´accertamento delle responsabilità delle istituzioni, ma soprattutto che vengano adottati i provvedimenti d´urgenza».
A sostenere l´iniziativa delle associazioni, presenti ieri in tribunale anche i Verdi. «E´ grave che sia l´inerzia di Comune e Regione a far nascere nei cittadini il bisogno di ricorrere alla magistratura» attacca il consigliere comunale Maurizio Baruffi, mentre il suo collega in regione Carlo Monguzzi dice: «Facciano quel che credono, ma facciano qualcosa. L´intervento della magistratura nelle scelte della politica non è auspicabile. Ma di fronte al nulla, il cittadino non ha scelta». La replica della Regione alle accuse del fronte ambientalista non si fa attendere. «Questi signori non sanno di cosa parlano - dichiara Formigoni -. La nostra regione è stata riconosciuta dall´Unione Europea come quella più innovativa e che prende più iniziative nella lotta all´inquinamento». E sulla decisione del Pirellone di vietare l´accensione dei caminetti - divieto che scatterà domani e resterà in vigore per tre mesi nelle aree critiche della Lombardia - polemizza con Formigoni anche Cristiana Muscardini, coordinatrice regionale di Alleanza nazionale. «Prima di occuparsi dei pochi camini rimasti a Milano - dice la parlamentare europea - sarebbe meglio che la Regione si occupasse di controllare tutti i mezzi pubblici inquinanti e i sistemi di riscaldamento degli edifici pubblici di tutta la Lombardia che non risultano essere in regola. Basta scaricare sui privati problemi che prima di tutto devono essere risolti dal pubblico».
Maurizio Baruffi
Consigliere Comunale di Milano
www.ilbaruffi.it 0288450208-9
Received on Sun 12 Feb 2006 - 17:11:46 CET
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