Ho perso il conto a quanti partiti motociclisti sono nati ?
hihihi se prima avevo dei grossi dubbi adesso ho la certezza, siamo proprio un paese sottoSviluppato.
Riporto, per chi non accede a motonline.it:
Onorevoli motociclisti!
Riuniti dalla neonata Associazione Utenti Motocicli a Roma un gruppo
trasversale di parlamentari amici delle due ruote. Le intenzioni sono
buone, l'importante ora è renderle operative
di Riccardo Matesic
Si chiameranno onorevolimotociclisti! O qualcosa di simile, anche se
il nome al momento non è ancora definito con certezza. Sono un gruppo
trasversale di senatori e deputati, che la neonata Associazione
Utenti Motocicli (www.utentimoto.it) ha riunito a Roma nei locali del
Senato della Repubblica. Più che di una conferenza stampa, però, si è
trattato di un incontro aperto, al quale hanno partecipato
rappresentanti dell´industria motociclistica (ANCMA) e dei
consumatori (Federconsumatori). In più sono intervenuti il presidente
della Consulta degli Assessori alla Mobilità Urbana, l´Assessore
Arcangelo Merella di Genova, e il segretario della Consulta Nazionale
della Sicurezza Stradale, Maurizio Coppo.
Nomi noti ai lettori di Motonline.com, perché spesso è con il
supporto di queste persone che costruiamo i nostri articoli. Dunque
si è trattato di un incontro fra tutte le parti in causa, che è
servito soprattutto a conoscersi, ed a mettere a punto una scaletta
dei temi da affrontare.
A cosa servirà tutto ciò? Sicuramente ad avere dei "santi in
paradiso" dentro il Parlamento, cosa che potrà evitare, in futuro,
che nascano leggi sciagurate come la 168, quella sulle confische;
tuttora in vigore.
Ma il vero lato inedito di questa alleanza, è la capacità di riunire
intorno a un tavolo un po´ tutti i soggetti interessati, facendo sì
che si creino forme di collaborazione e di condivisione di progetti,
che in futuro potranno servire a superare molti ostacoli
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Onorevoli motociclisti!
Serve un coordinamento
Quello della sicurezza stradale è stato un nodo fondamentale
dell´incontro con gli onorevoli motociclisti. L´intervento di
Maurizio Coppo, della Consulta Nazionale della Sicurezza Stradale, ha
dato infatti molti elementi sui quali ragionare.
Coppo era reduce da una riunione dell´omologo organismo della
Commissione Europea, ed ha ribadito, una volta di più, come a
Bruxelles guardino con sempre maggiore preoccupazione i nostri
incidenti. Lo abbiamo scritto: siamo l´unica categoria di utenti
della strada che non sta riducendo la propria mortalità, in tutta
Europa. E questo porterà a breve novità legislative penalizzanti,
come, anche di questo abbiamo già parlato, la revisione della patente
per moto.
Coppo ha offerto però anche un punto di vista differente, facendo
riferimento a uno studio sull´incidentalità stradale della Lombardia,
dal quale emerge che, posto 10 il valore di vulnerabilità medio dei
motociclisti sulle strade della Regione, a Sondrio tale percentuale
sale a 29 mentre a Bergamo crolla a 5. E visto che non è credibile
che a Sondrio siano tutti scellerati, questa è la spia che ci sono
cause esterne, da cercare nelle infrastrutture o nelle dinamiche del
traffico.
Di più: le statistiche dimostrano che laddove il trasporto pubblico è
carente, la vulnerabilità stradale è più elevata. Succede anche negli
Stati Uniti, dove le infrastrutture sono di eccellente qualità, dove
tutti guidano veicoli nuovi con un rispetto delle norme ben superiore
al nostro. Eppure il loro tasso di mortalità stradale è pari a 1,8
volte il nostro. Perché lì usano tutti l'automobile, perlomeno in
alcuni stati.
Tutto questo va studiato con attenzione, e Coppo ha auspicato la
nascita di un´autorità senza portafoglio (non deve distribuire
soldi...) che favorisca lo scambio di informazioni sulle migliori
esperienze. Un esempio? La Spagna aveva fatto un patentino per il
ciclomotore simile al nostro: dopo due anni l´ha abolito. Ecco,
sarebbe interessante capire in base a quali esperienze e motivazioni,
perché magari ci risparmieremmo un´esperienza negativa già fatta da
qualcun altro.
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Onorevoli motociclisti!
Le richieste al prossimo premier
"Manca una politica per la sicurezza e la fruibilità dei mezzi a due
ruote che sia proporzionata al numero degli utilizzatori, quasi dieci
milioni di utenti, e a quello degli incidenti". Ha aperto così il suo
intervento il senatore Gianfranco Pagliarulo, forse l´anima di questo
gruppo di parlamentari, visto che con lui avevamo parlato di questo
suo progetto già qualche mese fa. Ed ha continuato: "Bisogna parlare
anche di guard rail, asfalti e buche, di segnaletica orizzontale e
verticale, di educazione stradale per gli automobilisti, che
continuano a non capire quanto il motociclista sia vulnerabile nel
traffico". "Per questo noi onorevoli motociclisti, dobbiamo
impegnarci a sensibilizzare il prossimo presidente del Consiglio. E
potremo farlo, perché questo schieramento è trasversale. Noi
dell´opposizione - i senatori Pagliarulo, Brutti, Crema e l´On.
Pisicchio - abbiamo già scritto una lettera aperta a Prodi,
chiedendogli dei passi ufficiali nel caso divenga il prossimo
premier".
E la lettera, della quale abbiamo una copia, contiene due richieste
molto condivisibili, a cominciare da un organismo di Governo
specificamente rivolto alla sicurezza e all´educazione stradale, un
organismo che dovrebbe riunire e coordinare tutte le competenze che
già operano in questo settore. Si chiede poi una legge specifica in
materia, che stabilisca determinati standard obbligatori nella
progettazione delle strade.
Conversando, l´On. Pisicchio ha poi ribadito come il mondo delle due
ruote reclami una par condicio con gli altri utenti della strada, che
passi necessariamente per la creazione di un organismo competente sui
temi della mobilità; cosa che - ha sottolineato - molti comuni,
province e regioni hanno già capito, creando specifici assessorati.
Di enti locali ha parlato anche il Sen. Crema, sottolineando come
ormai, per parlare di sicurezza, si debba necessariamente aprire un
dialogo con i governatori regionali e con gli assessori provinciali e
comunali, perché le strade sono nelle loro mani, e proprio loro hanno
gli strumenti per programmare piani di sicurezza stradale.
pag. 4:
I comuni: richieste concrete
Arcangelo Merella, è da quasi nove anni Assessore alla Mobilità del
Comune di Genova, ed è anche presidente della Consulta Nazionale
degli Assessori alla Mobilità Urbana.
Il punto di partenza, a suo parere, è l´impossibilità di soddisfare
l´intera domanda di mobilità con i mezzi pubblici. Per questo
reclama, come ormai fa da tempo, fondi dallo Stato, per finanziare i
trasporti urbani, che assorbono tantissime risorse dei comuni, nel
tentativo di mantenere competitivo il costo del biglietto e capillare
la copertura.
Non arrivano soldi da anni, denuncia Merella, e servirebbero fondi
anche per nuovi parcheggi, perché l´intervento statale permetterebbe
di contenere l´esborso di capitale da parte dei realizzatori,
contribuendo a ridurre i costi della sosta per gli utilizzatori
finali.
Ma Merella ha parlato anche dello stato delle strade, citando il caso
di Roma, dove un recente monitoraggio ha trovato, in poche centinaia
di chilometri, oltre 40.000 gravi anomalie! La possibile soluzione, e
qui ha chiesto uno specifico intervento ai politici in sala, sarebbe
l´obbligo alla certificazione delle strade. Neanche un´idea
impossibile, visto che le autostrade venete lo hanno già fatto per
legittimare la richiesta di aumento dei pedaggi all´ANAS.
E poi una denuncia: la riforma del Ministero delle Infrastrutture e
Trasporti ha eliminato l´ispettorato alla Circolazione, che era
l´organismo al quale i comuni potevano rivolgersi per ottenere
l´autorizzazione per tutte quelle pratiche non espressamente previste
dal Codice della Strada, ma utili per snellire il traffico e
aumentarne la sicurezza. Citiamo un esempio a memoria: le corsie
preferenziali per moto, non previste dal Codice. Infine un´ultima
richiesta ai politici: una legge che permetta di autorizzare la
circolazione dei veicoli di interesse storico nelle giornate in cui
ci sono limitazioni della circolazione per smog. Si tratterebbe di un
provvedimento che darebbe forza a quei sindaci che vogliono avere il
coraggio di continuare a far circolare tali veicoli, e che oggi non
hanno appigli legislativi per farlo.
pag. 5:Ma gli utenti debbono fare la loro parte
Tutto giusto, ha chiosato il senatore Paolo Brutti, ribadendo però
come, in alcuni casi, le leggi esistano già, ma siano inapplicate. A
titolo di esempio ha citato alcune norme sul montaggio dei guard
rail, o sulla responsabilità dei manutentori delle strade. La loro
responsabilità è già prevista dal Codice, ma sono quasi solo pedoni
quelli che fanno causa chiedendo il risarcimento danni al comune per
il "trabocchetto e insidia" costituito da buche o lavori mal
eseguiti. Invece i motociclisti in molti casi potrebbero reclamare un
risarcimento.
Dunque, secondo Brutti dobbiamo far sentire la nostra voce, facendo
pagare i manutentori che non curano a sufficienza la qualità delle
infrastrutture, spingendoli in questo modo a fare il loro lavoro con
più coscienza. E questo tema si è trasformato in una richiesta per le
associazioni dei consumatori - all´incontro era presente la
Federconsumatori - che sfruttando i canali aperti con la stampa,
potrebbero stimolare le azioni di rivalsa nei casi più palesi.
Dunque, come avrete capito, il merito maggiore dell´Associazione Utenti Motocicli è forse proprio questo: aver riunito in una stessa sala un po´ tutti i soggetti coinvolti, facendoli dialogare, aiutandoli a scambiarsi esperienze e richieste specifiche. Ora c´è già un secondo incontro previsto, che avrà contenuti probabilmente più operativi, perché metterà in una stessa sala le associazioni che seguono l´utenza stradale, e le autorità locali. Se ne parlerà a febbraio, e noi saremo lì.
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